I Sustainable Developement Goals e le certificazioni di sostenibilità: lavorare oggi con gli standard di domani

Benché alcuni di questi punti possano sembrare scontati per il mondo occidentale mentre altri poco più che ottimistiche speranze, la pubblicazione degli SDGs ha avuto una importanza fondamentale sulla consapevolezza globale; sottovalutare questo aspetto continuando a gestire organizzazioni e imprese “come si è sempre fatto” rappresenta non solo un grosso rischio legato alla business continuity, ma dimostra l’incapacità di capire i tempi e la rinuncia ad essere in primo piano nel proprio settore. D’altra parte però bisogna interrogarsi su quale ruolo la nostra azienda può o vuole avere, qual è il giusto equilibrio tra l’impegno etico ed il profitto e quali sono gli strumenti che una organizzazione può adottare per raggiungere questo equilibrio.
Una valida risposta è rappresentata dalle certificazioni di sostenibilità, soprattutto facenti parte della famiglia UNI EN ISO ma non solo, che hanno dalla loro parte quattro punti di forza chiave per aprire alle organizzazioni nuove prospettive e nuovi ruoli nel tessuto sociale:
• Riconoscimento a livello globale
• Forniscono gli strumenti gestionali per poter interpretare e dirigere il cambiamento
• Non rappresentano un arrivo ma un punto di partenza nel percorso di miglioramento continuo
• Sono applicabili ad organizzazioni di qualsiasi natura e dimensione
Le Norme Internazionali certificabili che regolano la sostenibilità in ambiti SDGs sono numerose e varie, spaziando dalle gestione di aspetti ambientali generali e specifici delle ISO della famiglia 14000 (14001, 14040, 14064 ecc.), al regolamento EMAS III dello spazio politico europeo, alle certificazioni su immobili (BREEAM, WELL, LEED) o di prodotti come la ISO 14025 (EPD), arrivando alla gestione degli aspetti sociali e di sviluppo (ISO 26000, SA8000, Great Place to Work, Rainforest Alliance, FAIRTRADE ecc.) fino alle certificazioni più specifiche e definite come la Better Cotton Initiative o la ISO 20121 sugli eventi sostenibili.

Per una lista esauriente delle certificazioni di sostenibilità si rimanda a: www.emmess.it/emmess- executive-consulting/certificazioni/
Questo tipo di certificazioni fanno in modo che l’organizzazione possa avere gli strumenti necessari per capire lo stato dell’arte e dove direzionare le proprie risorse per poter realizzare un percorso di sostenibilità che sia al passo con le necessità dei tempi e con le richieste degli stakeholders, siano essi il semplice pubblico, organismi internazionali o altre aziende ed organizzazioni.
Quale sarà il prezzo per quelle aziende che oggi scelgono l’immobilismo è difficile da prevedere, quel che è certo è che la sensibilità sempre più diffusa tra la popolazione, anche tra chi è in cerca di impiego ed i consumatori, andrà sempre più a ridurre la competitività sui mercati di organizzazioni percepite come inerti -o addirittura reazionarie- verso il cambiamento che dirige lo spirito del secolo. Governi ed istituti di credito tenderanno a premiare quelle organizzazioni che si dimostreranno attente e all’avanguardia sulle tematiche di sostenibilità, arrivando ad avere un atteggiamento punitivo verso quelle aziende ed organizzazioni che sono smascherate a praticare Greenwashing, magari su un passato aziendale non proprio virtuoso o semplicemente mimetizzando gli impatti senza ridurli effettivamente.
I Sustainable Developement Goals sono una iniziativa seria e concreta e gli enti normativi internazionali, il mondo politico comunitario, la popolazione globale ed il sistema creditizio ne sono decisamente convinti e ormai pronti a prendere decisioni ed iniziative che vadano nella direzione indicata dalle Nazioni Unite. Dotarsi oggi di strumenti gestionali e reputazionali che possano rendere un’organizzazione virtuosa ed inserita in questo modello di sviluppo non è più una scelta da manager illuminati, ma una necessità.
Luca Pollarini

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