UNI/PDR 125:2022 UNA GARANZIA DELLA PARITÀ DI GENERE PER LE AZIENDE

Introduzione

Con il Decreto 29 aprile 2022 in Italia sono stati stabiliti definitivamente i parametri minimi per ottenere la c.d. “certificazione della parità di genere”: la UNI/PdR 125:2022. Si tratta di uno standard volto a garantire a tutte le organizzazioni, pubbliche o private, la possibilità di ottenere un certificato che le tuteli da accuse di discriminazione e permetta loro di raggiungere una più equa parità di genere, superando la visione stereotipata dei ruoli.

 

Cos’è la UNI/PDR 125:2022?

La UNI / PdR 125:2022, approvata in data 16 marzo 2022, definisce le linee guida sul sistema di gestione per la parità di genere. L’azienda, in breve, dovrà provvedere all’adozione di specifici KPI come prova della loro conformità agli standard legislativi a garanzia della parità tra i lavoratori di ambo i sessi.

I KPI possono essere di natura quantitativa e qualitativa; i primi sono misurati in termini di variazione percentuale rispetto a un valore stabilito internamente dall’azienda o a valore medio nazionale, i secondi in termini di presenza o assenza.

In particolare, come ben definito nello standard stesso, gli indicatori devono riguardare 6 macroaree:

  • cultura e strategia;
  • governance;
  • processi HR;
  • opportunità di crescita e inclusione delle donne in azienda;
  • equità remunerativa per genere;
  • tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro.

Attenzione: come per qualunque certificazione il monitoraggio dei valori stabiliti deve essere quantomeno annuale. Le finalità per le aziende sono duplici: da un lato verificare il mantenimento degli standard prefissati annualmente, dall’altro predisporre piani di miglioramento continui.

Vantaggi

I vantaggi dalla definizione dei KPI di cui sopra e, di conseguenza, dall’ottenimento di questa certificazione si riversano sia sull’azienda sia sui dipendenti.

In prima istanza, l’ottenimento di una certificazione di tale natura garantirebbe il rispetto di fondamentali diritti quali l’aumento dell’occupazione femminile (soprattutto le più giovani), parità salariale, maggiori opportunità di carriera per le quote rosa e maggiore attenzione e tutela del congedo di paternità.

Infine, anche le aziende nel medio-lungo periodo potrebbero ottenere opportuni incentivi di natura fiscale, beneficiando di una serie di misure per l’accesso al credito e di agevolazioni fiscali. Più precisamente aziende ed organizzazioni che otterranno la certificazione sulla parità di genere potranno beneficiare di sgravi fiscali, ovvero un esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico del datore di lavoro pari all’1% e nel limite massimo di 50.000 euro annui, e premialità per la partecipazione a bandi italiani ed europei.

È dunque stato approvato per la prima volta uno standard nazionale che, insieme alla SA8000, si prefigge l’obiettivo di rimarcare uno dei temi ormai divenuto costante motivo di dibattito nell’attualità: il gender gap.

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